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domenica 29 luglio 2012

VORREI ESSERE L'ARIA CHE LO ATTRAVERSA


Ho ricevuto una lettera bellissima, da una donna che conosco da un po' di tempo. Ogni volta che parlava del suo amore, che fosse estasi o disperazione, quello che più mi colpiva erano la sua determinazione, la volontà assoluta, granitica di restare "dentro", di non cedere. QUELLO era il suo amore. 
Così le ho chiesto di spiegarmi e lei lo ha fatto. 

Cara Rosanna,
È un piacere per me parlarti della mia storia, amo comunicarla e condividerla, credo vada oltre il solito banale innamoramento. È qualcosa di talmente profondo, forse innato, viscerale. Non sempre le parole rendono l'idea di alcune emozioni così forti, ma non bisogna arrendersi e provare a comunicare.
Il mio cuore è felice da un anno e cinque mesi, quando, per la prima volta ha incontrato i suoi occhi. Quel giorno l'ho sentito battere davvero, l'ho sentito allontanarsi dal petto ed invadere tutto il corpo. Gli occhi di chi ha 11 anni più di me, di chi non pensa a me, di chi nemmeno conosce la mia voceaccompagnano le mie giornate. Il primo incontro è avvenuto per caso, come tutti gli altri a venire. 
Ancora oggi resta un amore più che platonico. Una forma di 
amore sublime, discreto, silenzioso, anonimo. Da lui non ho mai 
ricevuto nulla 
se non quegli sguardi. Ma quegli sguardi io li sento addosso, li porto dentro. 
Bastano al mio cuore, mi fanno sentire viva. Non ho mai trovato in me il 
coraggio di affrontarlo, di dirgli che darei qualunque cosa per lui, che vorrei 
essere l'aria che lo attraversa, quella che entra ed esce da lui. Non ho il 
coraggio perché è troppo forte quello che provo, lui non potrebbe mai amarmi 
così. Mi guarda in un modo meravigliosamente indescrivibile, ma desidera il mio 
corpo, nient'altro. Ed io lo amo troppo per donargli il mio corpo. Da quel 
giorno vivo con la speranza di vederlo, frequentiamo gli stessi luoghi e capita 
spesso. 
Quelli sono gli unici istanti di felicità della mia vita. Quando poi lui va via, non
è così semplice, ed è come se venissi abbandonata da lui ogni volta 
che mi volta le spalle per continuare la sua vita, della quale io non faccio 
parte. La sofferenza è tanta da non farmi dormire la notte, da vederlo ovunque, 
da sentirlo in ogni canzone, da non riuscire a vivere appieno nessun'altra 
storia. Spesso mi illudo di poterlo dimenticare, di lasciarmi andare e di 
amare qualcun altro, ma prendo in giro me stessa. Lui distrugge tutto quello che io provo a c
ostruire, con un solo sguardo. 
Differentemente da Ció che si può pensare, non 
sono attratta da lui fisicamente, o comunque non solo. Non penso a lui come ad 
un uomo come il quale fare l'amore, penso a lui come compagno della mia vita. 
Ma la domanda che mi tormenta è solo una. Si può amare così chi nemmeno si 
conosce?




Un grosso  abbraccio e dimmi che ne pensi.



Lettera firmata


Bella, emozionante. Uno dei sentimenti più maturi di cui io abbia mai sentito parlare. 
Chi ha detto che non lo conosci? Sai tutto di lui: lo ami. La buona notizia - come dice il mio Maestro - è che l'amore va in una sola direzione: da dentro a fuori. Tutto qui.
La maggior parte degli amori finisce, perché si crede di conoscere l'altro per come lo si vede agire, per quel che si sa di lui... 
Nessuno può conoscere nessuno, questo è il bello. Amare  qualcuno perché se ne avverte l'essenza; amare il cambiamento continuo di quell'essenza: non è forse così che ciascuno di noi vorrebbe essere amato? 
Per questo, qualche tempo fa, ti dicevo: "ama". Tu cercavi di spiegarmi e io, più ostinata di te, ti ripetevo: "ama!".
Sei sulla strada. Un giorno - te lo giuro - da un momento all'altro, sentirai che non avrà più nessuna importanza sapere se o "quanto" lui ti ama. Il punto sarà solo che lui è lui e TU lo ami. Questo lenirà - non lo fa già? - ogni dolore. Sentirai di poter fare ciò che vuoi, del tuo amore: offrirglielo a piccoli sorsi, riversarglielo addosso come un fiume o continuare così, senza dire una parola. 
A presto e grazie, cara N. ...


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