La sala è poco illuminata, ma vedo dall'alto che è piena di persone. Scendo le scale e cammino tra le coppie che ballano. C'è musica, deve esserci sicuramente, ma non sento il suono. Non conosco nessuno. Le donne sono tutte bellissime. Rossetti magnifici su bocche perfette, sorridenti. Abiti ricchi di stoffe su corpi sensuali e profumati. Sento sotto le dita la seta morbida del mio vestito. So che è rosa. So che ho i capelli lunghi e molto scuri, quasi neri. Non so in che città mi trovo, in quale paese. Fuori c'è un parco, la ghiaia. Ho un telefono e un numero da fare. Più provo a comporlo, più i tasti si frantumano e cadono. Forse riesco a prendere la linea, forse una voce risponde. Ma il telefono continua a disfarsi. Peso che sia meglio uscire e andare a cercare fuori. Il peso di un corpo contro la schiena, due braccia che mi cingono. Gli occhi dietro la maschera. Questo luogo sconosciuto del mondo è dove voglio essere.